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16/01/2011 - Vercelli - La Posta

VINCE IL «SÌ» AL REFERENDUM SULL’INTESA PER MIRAFIORI - Ma la Sinistra dice: "Molti si sono espressi contro la propria convinzione, sotto il peso del ricatto"

VINCE IL «SÌ» AL REFERENDUM SULL’INTESA PER MIRAFIORI - Ma la Sinistra dice: "Molti si sono espressi contro la propria convinzione, sotto il peso del ricatto"
Sergio Marchionne

A Mirafiori hanno vinto i SI con il 54% : 2.735 voti contro 2.325.



Sono stati determinanti i 449 impiegati, che in fabbrica ricoprono in gran parte il ruolo di “capo”. In quel 54% di SI molti si sono espressi contro la propria convinzione, sotto il peso del ricatto, condizionati dal mutuo da pagare, dalla permanenza di una spaventosa crisi economica e dalla impossibilità di scegliere.


Una vittoria del si da molti data per scontata, ma che in queste percentuali dovrebbe far riflettere un bel po’ di “soloni” nazionali e locali sulla oramai decretata estinzione della Classe Operaia e del conflitto tra capitale e lavoro: è proprio così? Dovrebbero riflettere la Fiat e i sindacati che hanno con questa condiviso l’accordo capestro del 23 dicembre: la Fiom-Cgil da sola rappresenta il 46% della fabbrica: sarà così facile considerarla “fuori”?


Dovrebbe riflettere il Governo, finora totalmente assente dai problemi veri dell’economia e del lavoro, se non per il sostegno incondizionato all’a.d. della Fiat, spingendosi fino ad approvare un suo trasloco definitivo in America.


Dovrebbe riflettere anche una parte consistente del centro sinistra; infatti molti di quell’area politica, sulle vicende di Mirafiori, si sono dichiarati “super partes”, mentre altri hanno addirittura sostenuto le tesi di Marchionne e delle destre. E dovrebbero riflettere molti esperti alla Sacconi o alla Ichino visto che quasi  la metà dei dipendenti di Mirafiori, nonostante il ricatto e la crisi, ha votato per il lavoro visto come valore fondante della Repubblica e scritto nel primo articolo della nostra Costituzione: per loro il lavoro è momento di realizzazione dell’uomo nelle sue più alte aspirazioni, nella sua dignità, nel libero esercizio dei diritti, non lo vedono come merce, come sottomissione silente, o come ristretto e mero strumento per  procacciarsi un reddito.


La sfida di oggi per la politica è allora dar voce e sostegno a questi valori, creando le condizioni perchè siano  affermati ed esigibili in tutti i luoghi di lavoro e facendo in modo che il profitto delle imprese, benché implicito, non resti l’unico parametro possibile e neppure il principale. Forse, partendo dalle vicende Fiat, non sarebbe tempo sprecato per il Pd voler approfondire gli aspetti programmatici e le alleanze strategiche in vista delle prossime elezioni amministrative. Al di là di questo, tuttavia,  si impone l’esigenza di decidere rapidamente sulle posizioni da assumere a sostegno dello sciopero generale della Fiom-Cgil del 28 gennaio: noi ci saremo comunque, così come sulle vicende di Pomigliano e Mirafiori, con fermezza e determinazione.


SINISTRA ECOLOGIA LIBERTA’    Giovanni Pasquino


VOCE LIBERA    Maria Pia Massa


VERDI PER LA COSTITUENTE ECOLOGISTA Claudio Fecchio


 FEDERAZIONE DELLA SINISTRA  Giuseppe Angelone


ITALIA DEI VALORI Carlo Rossi


 

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